BANDO GESTIONE RIFIUTI. LEGAMBIENTE CHIEDE AI COMUNI LA RACCOLTA “PORTA A PORTA”

Nei prossimi mesi i comuni del distretto ceramico dovranno dare le proprie indicazioni sul bando di gara per individuare il gestore del servizio di raccolta e gestione rifiuti (attualmente Hera)

Questo bando, che a quanto ci è dato sapere sarà emesso il prossimo anno, dovrà recepire le indicazioni della nuova legge regionale sui rifiuti, che prevede entro 5 anni l’obiettivo di raccolta differenziata al 73%, la riduzione del 20/25% dei rifiuti prodotti procapite e la tariffazione di tipo puntuale.

Tra le decisioni fondamentali che i comuni assumeranno, vi è quella della tipologia di raccolta che il gestore vincitore del bando dovrà attuare sul territorio per rispettare gli obiettivi di legge.

Come Legambiente ribadiamo – ancora una volta – che la modalità di raccolta “porta a porta” è quella in grado di ottenere migliori risultati e benefici in termini di quantità e qualità di raccolta differenziata, equità fiscale, incentivo alla riduzione della produzione dei rifiuti e numero di occupati nel servizio.

A dimostrarlo vi sono numerose esperienze, maturate in moltissimi comuni (anche di grandi dimensioni) in tutta Italia.

Ovviamente il passaggio dalla raccolta con bidoni stradali al “porta a porta” è una sorta di rivoluzione che deve essere gestita con attenzione e competenza dal gestore, rifacendosi anche alle esperienze effettuate da altre realtà al fine di ridurre al minimo e superare eventuali problematiche.

Questa modalità di raccolta sta dando ottimi risultati in tante realtà – sia del nord che del centro e sud Italia – e può quindi essere avviata con successo anche nel nostro territorio.

Chiediamo pertanto ai Comuni del Distretto Ceramico di esprimere nel bando una chiara richiesta di organizzare la raccolta “porta a porta”, possibilmente in modo omogeneo in tutto il territorio.

Ovviamente per fare ciò è indispensabile una visione obiettiva del tema, libera dalle “perplessità” che da sempre l’attuale gestore (Hera) nutre nei confronti del “porta a porta”. Perplessità che probabilmente sono legate ai guadagni che la multiutility (e indirettamente i comuni che ne sono azionisti) ottiene dall’incenerimento dei rifiuti.

LAVORI IN CENTRO A CASINALBO: NO AI NUOVI PARCHEGGI NELLA ZONA PEDONALE !

Abbiamo appreso dalla stampa del progetto, recentemente presentato, degli interventi previsti nel centro di Casinalbo.

Giudichiamo negativamente la scelta di introdurre 13 nuovi parcheggi nell’area attualmente pedonale in fregio a Via Giardini, ricorrendo anche alla pavimentazione delle aiuole esistenti intorno agli alberi.

Riteniamo che la mobilità privata su gomma non abbia bisogno di ulteriori spazi, soprattutto a discapito delle poche zone pedonali esistenti.

L’obiettivo da perseguire dovrebbe essere invece quello di limitare gli spazi, la velocità e lo strapotere delle automobili a favore della mobilità ciclopedonale.

Resta inoltre da verificare l’impatto dei lavori e della pavimentazione delle aiuole con le alberature d’alto fusto esistenti nell’area.

Riteniamo che si potrebbe mettere a “disco orario” il parcheggio esistente nel parchetto posto dietro la fermata delle corriere, per incentivare la rotazione della sosta ed evitare la realizzazione dei nuovi parcheggi.

DA MARANELLO A SERRAMAZZONI LUNGO LA “FERROVIA DIMENTICATA”

 

Negli ultimi anni si stanno fortunatamente diffondendo sempre di più forme di turismo e di svago legate all’escursionismo, alla bicicletta e alla scoperta del territorio.

Sono numerosi anche nel nostro paese le esperienze di itinerari escursionistici e/o ciclabili che hanno portato alla crescita del turismo sostenibile e contribuito all’economia di intere zone, anche marginali.

Anche i percorsi ciclopedonali realizzati nella nostra provincia (Modena-Vignola, Secchia, Panaro, ecc..) stanno ottenendo successo in termini di utilizzo e di incentivazione dell’attività fisica da parte dei cittadini.

Riteniamo che i tempi siano maturi per valutare la fattibilità di realizzare un sentiero escursionistico/ciclabile che colleghi Maranello a Serramazzoni – avente a tema il percorso della ferrovia realizzata nel secolo scorso ma mai entrata in funzione – che colleghi le varie emergenze paesaggistiche, ambientali e culturali presenti nella zona.

Probabilmente parte del percorso potrebbe essere individuato senza bisogno di ingenti investimenti, mettendo in rete i percorsi e le carreggiate già esistenti sul territorio.

Riteniamo che un simile progetto, se adeguatamente valorizzato, potrebbe contribuire alla valorizzazione del territorio collinare e allo sviluppo dell’economia legato a questo tipo di percorsi (bed & breakfast, prodotti tipici, aziende agricole, ecc…).

Un punto di forza è il fatto che siamo in una zona bellissima dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, facilmente e rapidamente accessibile da un’area densamente popolata come il comprensorio ceramico e la città di Modena.

 

AREA EX SCUOLE CARDUCCI A FORMIGINE: NO ALLA VENDITA !

 

Con riferimento alla Variante al RUE adottata nei mesi scorsi, la nostra Associazione ritiene un errore l’ipotesi di vendere a privati l’area delle Ex scuole Carducci, in quanto:

  • è un’area pubblica di pregio presente nel centro storico, in una posizione davvero strategica
  • vendere l’area significherebbe pregiudicare la possibilità di utilizzarla in futuro per altre necessità pubbliche (ad esempio ulteriore necessità di ampliamento delle limitrofe scuole medie, eventuale insediamento di scuole di grado diverso, ecc…)
  • se la scelta di vendere è dettata dalla necessità di reperire fondi da destinare ad investimenti, riteniamo che risultati analoghi si potrebbero ottenere eliminando o posticipando dal Piano Opere Pubbliche la tangenziale sud (opera a nostro parere discutibile e certamente non indispensabile né prioritaria)
  • vendere in questo momento, considerato il calo dei prezzi e la crisi immobiliare, non è certo opportuno. Nel caso si volesse confermare la scelta di vendere, si dovrebbe almeno rimandarla a tempi migliori
  • prendiamo atto dell’inserimento nella variante di alcune prescrizioni finalizzate a ridurre l’impatto delle nuove costruzioni previste nell’area. Osserviamo tuttavia che si sarebbero dovute inserire prescrizioni più stringenti (garantire la tutela dell’area verde e degli alberi esistenti nel lotto; impegno ad onere del soggetto attuatore a mettere in sicurezza e rendere fruibile l’area limitrofa della torre acquedottistica in attesa di interventi di restauro della stessa; edificazione in classe energetica A+ “case passive”)

CHIEDIAMO PERTANTO

  1. che la scelta di vendere l’area venga riconsiderata e che venga indetto un confronto partecipato con i cittadini e l’associazionismo per deciderne le possibili destinazioni d’uso pubblico;
  2. che la variante al RUE in oggetto individui l’intero comparto come area pubblica, rimandando all’esito del confronto pubblico eventuali precisazioni in merito;
  3. che si provveda ad identificare nella variante e a tutelare come area a verde pubblico lo spazio verde alberato antistante le Ex scuole;
  4. che si ricerchino soluzioni per il recupero e la fruizione pubblica della limitrofa area della torre acquedottistica, area di valore da tanti anni chiusa al pubblico e in stato di degrado.

 

SI’ AL REFERENDUM DEL 17 APRILE !

Sabato 9 Aprile al mattino presso il mercato di Formigine (Piazza Ravera) sarà presente un banchetto del Circolo Legambiente “Chico Mendes” per informare sul referendum antitrivelle del 17 Aprile.

Legambiente invita tutti i cittadini ad andare a votare al referendum e a votare Sì !

7 BUONE RAGIONI PER VOTARE SI’:

  1. Il tempo delle fonti fossili è scaduto: in Italia il nostro Governo deve investire da subito su un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico, già affermato nei Paesi più avanzati e innovati del nostro Pianeta.
  2. Le ricerche di petrolio e gas mettono a rischio i nostri marie non danno alcun beneficio durevole al Paese. Tutto il petrolio presente nei fondali del mare italiano basterebbe a coprire solo 7 settimane di fabbisogno energetico, e quelle di gas appena 6 mesi.
  3. L’estrazione di idrocarburi è un’attività inquinante, con un impatto rilevante sull’ambiente e sull’ecosistema marino. Anche le fasi di ricerca utilizzando la tecnica dell’airgun (esplosioni di aria compressa), hanno effetti devastanti per l’habitat e la fauna marina.
  4. In un sistema chiuso come il mar Mediterraneo un eventuale incidente sarebbe disastrosoe l’intervento umano è pressoché inutile, come dimostra l’incidente avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico alla piattaforma Deepwater Horizon che ha provocato il più grave inquinamento da petrolio mai registrato nelle acque degli Stati Uniti.
  5. Trivellare il nostro mare è un affare per i soli petrolieri, che in Italia trovano le condizioni economiche tra le più vantaggiose al mondo. Il “petrolio” degli italiani è ben altro: turismo, pesca, produzioni alimentari di qualità, biodiversità, innovazione industriale ed energie alternative.
  6. Oggi l’Italia produce più del 40% della sua energia elettrica da fonti rinnovabili, con 60mila addetti tra diretti e indiretti, e una ricaduta economica di 6 miliardi di euro.
  7. Alla Conferenza ONU sul Clima tenutasi a Parigi lo scorso dicembre, l’Italia – insieme ad altri 194 paesi – ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terraentro 1,5 gradi centigradi, perseguendo con chiarezza e decisione l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Fermare le trivelle vuol dire essere coerenti con questo impegno.

Il Circolo Legambiente “Chico Mendes” ribadisce inoltre la proposta ai Sindaci del comprensorio di aderire alla campagna “Staffetta dei Sindaci”, schierandosi in favore del referendum.

Per maggiori informazioni sul referendum: www.legambiente.it

Formigine, 7 Aprile 2016

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

ABBATTIMENTO ALBERI SUL TORRENTE FOSSA: NO AD INTERVENTI NON SELETTIVI. INDISPENSABILE PIU’ EQUILIBRIO TRA ESIGENZE IDRAULICHE E TUTELA DELLA NATURA E DEL PAESAGGIO.

Con riferimento ai recenti abbattimenti di alberi effettuati sul torrente Fossa in Comune di Fiorano, ci preme ribadire ancora una volta la nostra contrarietà a interventi non selettivi che comportano l’eliminazione totale della vegetazione ripariale con gravi conseguenze naturalistiche e la modifica radicale del paesaggio.

Riteniamo che sia possibile e indispensabile un maggiore equilibrio tra la sacrosanta esigenza di sicurezza idraulica e la tutela della biodiversità, ricordando che i corsi d’acqua costituiscono fondamentali corridoi ecologici da preservare.

Se per motivazioni di sicurezza idraulica si devono effettuare abbattimenti è indispensabile che questi vengano limitati solamente agli alberi effettivamente pericolosi, che dovrebbero essere preventivamente e puntualmente censiti e identificati.

Siamo convinti che affidare i lavori ad aziende pagandole attraverso la legna degli alberi abbattuti sia una scelta sbagliata ed inaccettabile, in quanto di fatto costituisce indirettamente un incentivo ad abbattere anziché a preservare quanto più possibile la vegetazione.

Crediamo sia più saggio intervenire sui corsi d’acqua con interventi di manutenzione ordinaria costanti e puntuali nel corso dell’anno, anziché aspettare molti anni e poi intervenire con abbattimenti drastici e indiscriminati.

Riteniamo inoltre che gli interventi dovrebbero essere programmati in periodi differenti, in quanto in primavera hanno un pesante impatto sulla fauna selvatica (in particolare sulla nidificazione degli uccelli).

Anche se la competenza di questi interventi è in capo alla Regione, riteniamo che i Comuni interessati dovrebbero avere un ruolo più attivo di proposta e verifica delle prescrizioni, in quanto oltre alla sicurezza idraulica è in gioco anche la tutela della biodiversità e del paesaggio, che sono “beni comuni” di tutti i cittadini.

Dispiace constatare che le proteste e le richieste di diverse modalità di intervento inviate in più occasioni anche dalla nostra Associazione – l’ultimo dei quali la scorsa primavera in occasione di interventi analoghi nei comuni limitrofi – sono finora rimasti inascoltati.

Speriamo vivamente di non dover più commentare abbattimenti eseguiti in questo modo e che si arrivi finalmente a pianificare e gestire i futuri interventi sui corsi d’acqua in modo più sostenibile e selettivo.

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

BANDO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI NEL DISTRETTO CERAMICO. LEGAMBIENTE CHIEDE AI COMUNI LA RACCOLTA “PORTA A PORTA”

Nei prossimi mesi i comuni del distretto ceramico dovranno dare le proprie indicazioni sul bando di gara per individuare il gestore del servizio di raccolta e gestione rifiuti (attualmente Hera)

Questo bando, che a quanto ci è dato sapere sarà emesso il prossimo anno, dovrà recepire le indicazioni della nuova legge regionale sui rifiuti, che prevede entro 5 anni l’obiettivo di raccolta differenziata al 73%, la riduzione del 20/25% dei rifiuti prodotti procapite e la tariffazione di tipo puntuale.

Tra le decisioni fondamentali che i comuni assumeranno, vi è quella della tipologia di raccolta che il gestore vincitore del bando dovrà attuare sul territorio per rispettare gli obiettivi di legge.

Come Legambiente ribadiamo – ancora una volta – che la modalità di raccolta “porta a porta” è quella in grado di ottenere migliori risultati e benefici in termini di quantità e qualità di raccolta differenziata, equità fiscale, incentivo alla riduzione della produzione dei rifiuti e numero di occupati nel servizio.

A dimostrarlo vi sono numerose esperienze, maturate in tanti comuni (anche di grandi dimensioni) in molte parti d’Italia.

Ovviamente il passaggio dalla raccolta con bidoni stradali al “porta a porta” è una sorta di rivoluzione che deve essere gestita con attenzione e competenza dal gestore, rifacendosi anche alle esperienze effettuate da altre realtà al fine di ridurre al minimo e superare eventuali problematiche.

Questa modalità di raccolta sta dando ottimi risultati in tante realtà – sia del nord che del centro e sud Italia – e può quindi essere avviata con successo anche nel nostro territorio.

Chiediamo pertanto ai Comuni del Distretto Ceramico di esprimere nel bando una chiara richiesta di organizzare la raccolta “porta a porta”, possibilmente in modo omogeneo in tutto il territorio.

Ovviamente per fare ciò è indispensabile una visione obiettiva del tema, scevra dalle “perplessità” che da sempre l’attuale gestore (Hera) nutre nei confronti del “porta a porta”. Perplessità che probabilmente sono legate ai guadagni che la multiutility (e indirettamente i comuni che ne sono azionisti) ottiene dall’incenerimento dei rifiuti.

Formigine, 16 Febbraio 2016

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

CI SIAMO ROTTI I POLMONI !!!

Alcune settimane fa anche il nostro comprensorio, come tutta la pianura padana, è stato oggetto della “emergenza smog” con ripetuti sforamenti dei limiti di inquinamento dell’aria (in primis le famigerate PM10) che – come ci ricordano autorevoli studi e l’OMS – provocano seri danni alla salute e migliaia di morti premature ogni anno.

Se da un lato sono certamente necessari provvedimenti seri a livello nazionale/regionale per affrontare il problema, è però evidente che un contributo determinante può e deve arrivare anche a livello locale.

Nei prossimi mesi i comuni lavoreranno alla redazione del “Piano Urbano Mobilità Sostenibile” (PUMS) a livello distrettuale.

Come Legambiente riteniamo che questa sia una irrinunciabile occasione per cambiare finalmente direzione e approccio ai problemi della mobilità e ai relativi impatti ambientali e sulla salute.

E’ infatti innegabile che, anche a livello locale, l’automobile e il trasporto su gomma occupano un ruolo centrale nella programmazione e negli investimenti, relegando al trasporto pubblico e mobilità ciclopedonale le briciole.

Chiediamo con forza un cambio di visione e di approccio nel PUMS che ponga finalmente – con i fatti e non solo a parole – al centro dell’attenzione e degli investimenti il trasporto pubblico, la mobilità ciclopedonale e una nuova logistica delle merci incentrata sul ferro.

Chiediamo che nel PUMS e nelle politiche dei comuni vengano inseriti obiettivi concreti – che siano quantificabili e verificabili – relativamente a:

  • Riduzione percentuale di quote di mobilità dell’automobile e contestuale spostamento su trasporto pubblico e mobilità ciclopedonale;
  • Spostamento di quote del trasporto merci dalla gomma alla ferrovia e riorganizzazione della logistica che incentivi e consenta la riduzione/accorpamento degli spostamenti interni al comprensorio;
  • Abbandono definitivo dei progetti che contrastano palesemente con tali obiettivi, in primis l’inutile e devastante bretella autostradale Campogalliano Sassuolo, prevedendo il dirottamento dei finanziamenti pubblici verso il trasporto pubblico e una nuova logistica delle merci;
  • Porre finalmente al centro dei Piani degli Investimenti dei comuni la riorganizzazione e il potenziamento del trasporto pubblico, interventi per la riduzione della velocità nei quartieri (zone 30 km/h), il potenziamento e miglioramento della rete ciclopedonale, l’istituzione di zone pedonali e/o di parcheggi a pagamento nei centri storici, il miglioramento della classe di efficienza energetica degli edifici pubblici e privati.

In assenza di un impegno forte, coerente e coraggioso sul tema mobilità, continueremo a ritrovarci con periodiche “emergenze smog” e con i conseguenti gravi danni alla salute dei cittadini.

Formigine,   18/01/2016

CIRCOLO LEGAMBIENTE “CHICO MENDES”  

 

 

SETTIMANA EUROPEA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI: LE NOSTRE PROPOSTE AI COMUNI DEL COMPRENSORIO

 

Nei giorni scorsi abbiamo trasmesso questa lettera ai Sindaci e agli Assessori all’Ambiente dei Comuni di Formigine, Maranello e Fiorano:

OGGETTO: PROVVEDIMENTI DI COMPETENZA COMUNALE PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI. LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE.

La “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” (21/29 Novembre 2015) è l’occasione rilanciare l’attenzione anche a livello locale sul tema rifiuti, che come è noto comporta pesanti impatti ambientali ed alti costi economici che ricadono su cittadini e imprese attraverso la Tari.

Essendo la “riduzione alla fonte” dei rifiuti prodotti l’obiettivo prioritario – previsto anche dalle normative e dai piani vigenti – crediamo che gli enti locali, le aziende del territorio e le attività commerciali debbano adottare azioni concrete in questa direzione.

Siamo consapevoli che le azioni più incisive andrebbero assunte a livello statale/regionale e in fase di produzione e distribuzione dei prodotti, ma questo non toglie che si possa e si debba intervenire anche a livello locale adottando tutti i provvedimenti per quanto di propria competenza.

Chiediamo pertanto ai comuni del comprensorio di attivarsi per concretizzare le seguenti azioni concrete che favorirebbero la riduzione alla fonte dei rifiuti:

  1. Mense scolastiche e mense pubbliche. Per i plessi in cui non è già stato fatto, eliminazione dell’usa e getta e sostituzione con piatti, bicchieri e posate lavabili e riutilizzabili. Sostituzione dell’acqua minerale in bottiglia di plastica con “acqua del sindaco”
  2. Case dell’acqua. Ulteriore diffusione delle case dell’acqua, che si sono rivelate utili sia per la riduzione degli imballaggi in plastica che per consentire un risparmio sulle spese per le famiglie, con l’obiettivo di averne una per ogni frazione. Ricordiamo che l’investimento per queste strutture è relativamente modesto e potrebbe essere ridotto/azzerato ricorrendo a sponsorizzazioni.
  3. Porta a porta. Prevedere nel futuro bando per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti la raccolta “porta a porta” in quanto – come dimostrato da numerose esperienze in molte regioni italiane – è il sistema migliore per incentivare la riduzione dei rifiuti, massimizzare quantità e qualità della raccolta differenziata e consentire maggiore equità nel pagamento della Tari. Riteniamo in ogni caso doveroso ricordare che sono i comuni (e non Hera) che dovrebbero assumersi la responsabilità di decidere obiettivi e modalità di raccolta.
  4. Riutilizzare. Promuovere, in accordo con l’associazionismo, spazi per il riutilizzo/scambio presso tutte le stazioni ecologiche sulla base delle positive esperienze attive in diverse realtà della nostra provincia;
  5. Ecofeste. Incentivare nelle feste, sagre e manifestazioni l’utilizzo di piatti e bicchieri lavabili e riutilizzabili e/o biodegradabili, sulla base delle esperienze in atto in diverse realtà, concedendo il patrocinio comunale solo previa sottoscrizione e verifica di impegni concreti per la riduzione/eliminazione dell’usa e getta e ad effettuare la raccolta differenziata;
  6. Coinvolgere aziende ed attività commerciali del territorio, promuovendo l’adesione volontaria ad un documento di impegni ed azioni concrete per la riduzione dei rifiuti ed il risparmio di materiali ed energia;
  7. Pannolini lavabili. Incentivare e promuovere l’utilizzo dei pannolini lavabili, sull’esempio di quanto fatto da diversi comuni italiani, ricordando che i pannolini costituiscono una frazione significativa dei rifiuti non riciclabili da smaltire.
  8. Sensibilizzare. Continuare ed incrementare le azioni di sensibilizzazione sul tema, rivolte sia alle scuole che alla intera cittadinanza.

Rimanendo in attesa di Vs. risposta in merito, ringraziamo per l’attenzione e inviamo cordiali saluti

Formigine, 17 Novembre 2015

Circolo Legambiente “Chico Mendes”