TUTTI A FRIDAYS FOR FUTURE IL 15 MARZO A MODENA !!!

Come Circolo Legambiente aderiamo alla giornata mondiale di mobilitazione sul clima del 15 Marzo, partecipando alla manifestazione che si terrà a Modena, a partire dalle ore 18.00

Invitiamo tutti a partecipare !

Qui sotto il link per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/fridaysforfuturemodena/

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BRETELLA CAMPOGALLIANO-SASSUOLO: IL DISTRETTO CERAMICO NON INFLIGGA UN ULTERIORE COLPO AL TERRITORIO !

Comunicato Stampa 
È innegabile che le aziende del distretto ceramico modenese abbiano portato lavoro e ricchezza sul territorio del distretto dal dopoguerra ad oggi.
Queste attività hanno però avuto impatti drammatici sul territorio: una cementificazione enorme, con il 15,3% del suolo del distretto ceramico ricoperto da capannoni industriali, case, centri commerciali e strade, con punte del 35,3 % a Fiorano e del 27,7 % a Sassuolo; un significativo inquinamento delle acque e dei suoli, con una delle principali aree nazionali da bonificare (4,35 ettari contaminati da metalli pesanti e amianto) sulle rive del torrente Tiepido; ampie aree di cava (48 cave autorizzate, di cui 29 attive dalle quali si estraggono 827.000 metri cubi all’anno di ghiaia, sabbia e argilla); inquinamento atmosferico (83 sforamenti di PM10 oltre i limiti consentiti nel 2017); un ingente consumo energetico (il settore ceramico consuma 1500 milioni di metri cubi all’anno di gas metano, con un fabbisogno di energia elettrica di 1.800 GWh/anno).
Dopo la crisi economica che ha colpito il settore nel 2009, il rapporto tra benefici ed impatti si è ulteriormente ampliato, con enormi aree dismesse e capannoni vuoti.
La realizzazione della Bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, un’opera costosa e inutile “doppione” della superstrada Modena-Sassuolo realizzata da anni, infliggerebbe un ulteriore colpo ad un territorio così degradato e non costituirebbe in ogni modo un passo in avanti per la sostenibilità della logistica, un settore che non ha registrato le innovazioni che invece hanno interessato, con positive ricadute ambientali, il prodotto ceramico e i processi produttivi.
Al contrario, sia all’ambiente sia al settore produttivo potrebbe fare bene il completamento delle infrastrutture a servizio degli scali merci di Marzaglia e Dinazzano, a partire dalla realizzazione di un collegamento ferroviario tra i due impianti. Così come sarebbe importante, all’interno del distretto, ridurre gli spostamenti dei singoli TIR e realizzare il sistema di “transit point” indicato dal progetto Demetra già negli anni Novanta, prevedendo inoltre la vendita delle merci “franco destinazione” anziché “franco fabbrica”.
Purtroppo la politica non sembra voler arrestare la costruzione della Bretella, che viene presentata come necessaria soprattutto al settore ceramico.
Per questo crediamo che un atto di responsabilità da parte degli imprenditori del settore verso il territorio sarebbe quello di dichiarare che questa autostrada a loro non serve e che quello di cui hanno bisogno è un sistema di trasporto delle merci su ferro: si tratterebbe di una soluzione meno inquinante e meno energivora del trasporto su gomma, e consentirebbe di fare risposta anche ai pressanti appelli dei Paesi alpini per ridurre il transito dei TIR attraverso i loro territori. Oltre a rappresentare una scelta molto rilevante per la qualità ambientale dell’area, lo spostamento delle merci da strada a ferrovia rappresenterebbe davvero un passaggio strategico per lo sviluppo di una rete di trasporti più sostenibile per il distretto ceramico e per la nostra regione.
Confidiamo che gli imprenditori del distretto rispondano a questa proposta, anche presentando pubblicamente i loro progetti per rendere sempre più sostenibile il trasporto dei loro prodotti all’interno del territorio nazionale e verso l’estero.

Circolo Legambiente “Chico Mendes” – Formigine

Circolo Legambiente “Angelo Vassallo” – Modena

Circolo Legambiente Comuni Pedemontani Modenesi – Sassuolo

Inquinamento atmosferico e trasporto pubblico. Legambiente chiede a SETA di abbandonare il diesel e puntare sui mezzi elettrici.

Il grave problema dell’inquinamento atmosferico che affligge la nostra pianura causa pesanti ricadute sulla salute delle persone e moltissime morti premature. Sono pertanto indispensabili provvedimenti coraggiosi in grado di spostare quote importanti di traffico dall’automobile al trasporto pubblico e alla mobilità ciclopedonale.

Il trasporto pubblico – che andrebbe potenziato, valorizzato e il cui ruolo andrebbe realmente reso centrale e prioritario negli investimenti e nelle politiche degli enti locali – può dare un importante contributo sia per la riduzione delle emissioni dovuta al mancato utilizzo dell’automobile da parte dei cittadini, sia attraverso la sostituzione dei bus con mezzi a ridotte emissioni.

Come è noto infatti i veicoli diesel – anche quelli di ultima generazione – emettono quantità significative di polveri sottili e altri inquinanti atmosferici, oltre a contribuire ai cambiamenti climatici causati dalle emissioni di CO2.

Riteniamo che i tempi siano maturi perché AMO, l’Agenzia che per gli Enti locali modenesi controlla e affida il servizio di trasporto pubblico locale, inserisca nei Contratti di servizio con le società affidatarie, l’impegno a non acquistare più nessun mezzo alimentato a gasolio e a sostituire, in tempi certi, quelli circolanti con mezzi elettrici, filobus, ma anche autobus, utilizzando allo scopo i finanziamenti pubblici che cofinanziano l’acquisto dei mezzi.

I bus elettrici costano di più di quelli tradizionali ma hanno costi di gestione e manutenzione più bassi e impatti, con relativi costi, su salute e qualità dell’aria più ridotti.

La positiva scelta di ATM, azienda del trasporto pubblico di Milano, di non acquistare più veicoli diesel e di arrivare al 2030 ad avere in dotazione solamente mezzi elettrici può e deve essere replicata anche nella nostra provincia.

Analoghi impegni dovrebbero essere a nostro avviso assunti dagli enti locali e dalle società partecipate (a partire da Hera), in modo da spronare anche le aziende private ad andare in questa direzione.

Sarebbe davvero un bel segnale aprire il 2019 con scelte che portino anche il trasporto pubblico di Modena a dire “Addio diesel”.

Modena, 30 Novembre 2018

Circolo Legambiente Chico Mendes (Formigine) 

Circolo Legambiente Angelo Vassallo (Modena)

Circolo Legambiente Nonantola 

Circolo Legambiente Terre d’Argine (Carpi)

Circolo Legambiente Sassuolo/Comuni Pedemontani Modenesi

18/10/18 “Green Mobility” a Maranello

Il Circolo Legambiente “Chico Mendes” organizza Giovedì 18 Ottobre alle ore 20.45 a Maranello presso la biblioteca “MABIC” una serata per presentare il libro “Green Mobility”.

Elettrica, connessa, condivisa e multimodale: la “Green Mobility” è un’opportunità straordinaria per cambiare il nostro rapporto con i mezzi di trasporto e con l’ambiente, aumentando la qualità della vita.

“Green Mobility” è anche il titolo del libro che raccoglie contributi di esperti ed esponenti di associazioni, istituzioni, tecnici e rappresentanti delle industrie innovative che propongono piani di lettura diversi ma convergenti.

Saranno presenti il curatore del libro Andrea Poggio (responsabile mobilità sostenibile e stili di vita di Legambiente nazionale) e il Prof. Filippo Sala (coordinatore del corso “prototipi a emissione zero” all’Isituto Superiore “Ferrari” di Maranello).

In questi mesi in cui è in fase di definizione il PUMS (Piano urbano della mobilità sostenibile) del distretto, riteniamo sia ancora più importante ragionare su come potrebbe e dovrebbe essere la mobilità “green” del futuro.

BRETELLA CAMPOGALLIANO SASSUOLO: COSA FARA’ IL COMUNE DI FORMIGINE ?

Abbiamo appreso dalla stampa della approvazione della convenzione per la progettazione esecutiva e la realizzazione della bretella Campogalliano Sassuolo, il cui avvio del cantiere sarebbe previsto entro l’estate.

Ribadiamo ancora una volta la nostra totale contrarietà a questa nuova autostrada, che continueremo a contrastare in tutte le sedi, sia per la sua inutilità (è un doppione della esistente superstrada Modena Sassuolo urbana) sia per il devastante e insostenibile impatto su ambiente, territorio ed ecosistemi.

E’ inoltre evidente che questa autostrada non porterà nessun beneficio al territorio del Comune di Formigine, che anzi dovrà sopportare pesanti impatti ambientali (basti pensare all’Oasi di Colombarone e all’asta fluviale del Secchia) oltre ai disagi nella lunga fase di cantiere che graveranno soprattutto sull’area di Magreta.

Ribadiamo pertanto che il Comune di Formigine dovrebbe finalmente assumere una posizione critica nei confronti di questa infrastruttura e – in ogni caso – pretendere che il progetto esecutivo in fase di redazione preveda il rispetto integrale delle prescrizioni di tutela e compensazione ambientale previste a suo tempo.

Come è noto, il progetto definitivo approvato negli anni scorsi non recepisce diverse importanti prescrizioni che riguardano il nostro territorio, imposte a suo tempo dalla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente, dal CIPE, dalla Regione, dalla Provincia e dai comuni interessati.

Ci riferiamo ad esempio, per quanto riguarda il nostro territorio, alla tutela dell’Oasi di Colombarone.

Il progetto definitivo approvato prevede infatti due tratti in galleria della lunghezza complessiva di m 740, mentre le prescrizioni imponevano la realizzazione di un’unica galleria della lunghezza di m 1.200 (dal km 9,0 al km 10,2).

Veniva inoltre prescritto lo stralcio integrale delle due grandi aree di servizio previste dal km 8,0 al km 9,0, mentre nel progetto definitivo ne risulta stralciata solamente una.

Evidenziamo che il recepimento di queste prescrizioni nel progetto esecutivo è obbligatorio, come indicato anche dalle sentenze del TAR, e che il mancato recepimento integrale delle stesse suonerebbe come un ulteriore inaccettabile beffa per il nostro territorio, oltre a costituire una palese illegittimità.

Chiediamo pertanto che il Comune di Formigine si faccia garante del recepimento integrale delle prescrizioni imposte a suo tempo relative al nostro territorio, impegnandosi fin da ora in caso contrario ad agire in tutte le sedi competenti per ottenerne la concretizzazione.

Cogliamo l’occasione per segnalare nuovamente la nostra preoccupazione per lo stato di abbandono in cui da tempo versa l’Oasi di Colombarone, che in attesa degli auspicati investimenti di riqualificazione necessita almeno di immediati piccoli interventi di manutenzione e di incremento della vigilanza per impedire che questa importante area protetta scivoli verso una situazione di inarrestabile degrado.

Formigine, 10 Aprile 2018

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

L.I.P.U. 

Associazione Culturale Liberamente Cittadino Formigine

NUOVA PIAZZA A FORMIGINE: togliamo i parcheggi davanti alla Sala Loggia !

Sono partiti i lavori di riqualificazione delle piazze del centro storico di Formigine.

Siamo convinti che questa sia l’occasione giusta per eliminare i posti auto attualmente esistenti davanti alla Sala Loggia.

Risulterebbe infatti davvero incomprensibile e inaccettabile mantenere questi posti auto nelle piazze più belle e centrali del paese, a maggior ragione dopo i costosi lavori di riqualificazione.

Ovviamente i posti auto riservati ai diversamente abili dovranno essere recuperati (e se possibile incrementati) convertendo allo scopo alcuni dei parcheggi posti nelle zone immediatamente adiacenti.

Con l’occasione ribadiamo la richiesta di riavviare il percorso – ipotizzato negli anni scorsi ma poi messo “nel cassetto” – relativo alla introduzione dei parcheggi a pagamento nel centro storico e all’ampliamento della zona pedonale, con il vincolo di destinare i proventi per iniziative di valorizzazione del centro e per interventi finalizzati a migliorarne/incentivarne l’accessibilità ciclopedonale.

Nuova scuola PRIVATA a Casinalbo: NO AL CONSUMO DI ALTRO SUOLO AGRICOLO !

Il POC adottato dal Comune di Formigine prevede la realizzazione di una nuova scuola privata a Casinalbo in Via Landucci e di relativi parcheggi di servizio in un’area attualmente agricola e libera da costruzioni.

Se da un lato riteniamo positivo il fatto che nel POC non siano state inserite nuove espansioni residenziali o produttive teoricamente consentite dal PSC vigente (che – in ogni caso – continuiamo a ritenere sovrastimato rispetto alle reali necessità), non possiamo non esprimere contrarietà alle scelte che comportano il consumo di altro suolo agricolo che – lo ricordiamo – è un bene limitato, prezioso e non rinnovabile.

Questa previsione comporterebbe, se confermata, la scomparsa e la cementificazione di 7.500 mq di terreno agricolo, che vanno ad aggiungersi ai circa 20.000 mq che saranno sacrificati per la tangenziale sud di prossima realizzazione e alle enormi espansioni residenziali e produttive che il nostro territorio ha subito nei decenni passati.

Riteniamo che – a maggior ragione trattandosi di una struttura privata – il Comune potrebbe e dovrebbe imporre al soggetto proponente di individuare soluzioni che non prevedano consumo di suolo.

Ad esempio, l’Amministrazione potrebbe farsi promotrice di un accordo tra privati che preveda la possibilità di inserire la scuola all’interno del vicino comparto “Ex Maletti” che da anni è fermo a palo.

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

Ferrari a Maranello: meno parcheggi e più mobilità sostenibile !

Apprendiamo della imminente trasformazione a parcheggio per la Ferrari di un’ulteriore area a ridosso della Pedemontana, nella quale alcuni anni fa sono state messe a dimora numerose piante nell’ambito di un progetto di rimboschimento insieme alle scuole e ai volontari.

Esprimiamo la nostra perplessità in merito, in quanto è provato che continuando a seminare parcheggi e strade si raccoglierà solamente altro traffico con le purtroppo ben note conseguenze ambientali e sulla salute delle persone.

Riteniamo che bisognerebbe invece concentrarsi su una forte politica di gestione della mobilità aziendale con l’obiettivo di promuovere e di incentivare (anche economicamente) forme di mobilità alternative come il trasporto pubblico, il car-pooling e la bicicletta.

Chiediamo pertanto che questa decisione venga rivista – coerentemente con gli obiettivi del PUMS in fase di elaborazione – e che le piantumazioni realizzate negli anni scorsi vengano mantenute.

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

ABBATTIMENTO ALBERI SUL TORRENTE TIEPIDO IN COMUNE DI MARANELLO. RICHIESTA DI SOSPENSIONE DEGLI ABBATTIMENTI E DI VERIFICA DELLA REGOLARITÀ DEI LAVORI.

Abbiamo appreso da segnalazioni di cittadini degli interventi di taglio della vegetazione effettuati sul Torrente Tiepido nel territorio comunale di Maranello che – a quanto ci è stato comunicato dal Comune – risulterebbero autorizzati da ARPAE SAC di Modena.

Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione in quanto l’abbattimento di tantissimi alberi comporterà inevitabilmente un forte impatto sulla biodiversità, sul paesaggio e sull’ambiente.

Ci preme ribadire la nostra contrarietà a interventi non selettivi che comportano l’eliminazione pressochè totale della vegetazione ripariale con gravi conseguenze naturalistiche e la modifica radicale del paesaggio.

Riteniamo che sia possibile e indispensabile un maggiore equilibrio tra la sacrosanta esigenza di sicurezza idraulica e la tutela della biodiversità, ricordando che i corsi d’acqua sono fondamentali corridoi ecologici da preservare.

Se per motivazioni di sicurezza idraulica si devono effettuare abbattimenti è indispensabile che questi vengano limitati solamente agli alberi effettivamente pericolosi, che dovrebbero essere preventivamente e puntualmente censiti e identificati dagli enti pubblici.

Abbiamo inviato nei giorni scorsi una lettera ad ARPAE SAC e Comune di Maranello per chiedere la sospensione immediata degli abbattimenti di alberi e la verifica della regolarità dei lavori e del rispetto delle prescrizioni e delle norme a cui sono soggetti.

Abbiamo inoltre chiesto di essere informati – ai sensi delle norme sulla trasparenza e l’accesso alle informazioni in tema di ambiente – sulle autorizzazioni concesse per l’intervento in oggetto, sulle prescrizioni imposte a tutela della biodiversità e per evitare il taglio non indispensabile di alberi e sulle forme di controllo e vigilanza previste.

A prescindere dalle competenze sul rilascio delle autorizzazioni in materia, riteniamo che sia in ogni caso indispensabile prevedere il coinvolgimento dei Comuni territorialmente interessati, in quanto oltre alla sicurezza idraulica è in gioco anche la tutela della biodiversità e del paesaggio, che sono “beni comuni” di tutti i cittadini.

Circolo Legambiente “Chico Mendes”