NUOVA PIAZZA A FORMIGINE: togliamo i parcheggi davanti alla Sala Loggia !

Sono partiti i lavori di riqualificazione delle piazze del centro storico di Formigine.

Siamo convinti che questa sia l’occasione giusta per eliminare i posti auto attualmente esistenti davanti alla Sala Loggia.

Risulterebbe infatti davvero incomprensibile e inaccettabile mantenere questi posti auto nelle piazze più belle e centrali del paese, a maggior ragione dopo i costosi lavori di riqualificazione.

Ovviamente i posti auto riservati ai diversamente abili dovranno essere recuperati (e se possibile incrementati) convertendo allo scopo alcuni dei parcheggi posti nelle zone immediatamente adiacenti.

Con l’occasione ribadiamo la richiesta di riavviare il percorso – ipotizzato negli anni scorsi ma poi messo “nel cassetto” – relativo alla introduzione dei parcheggi a pagamento nel centro storico e all’ampliamento della zona pedonale, con il vincolo di destinare i proventi per iniziative di valorizzazione del centro e per interventi finalizzati a migliorarne/incentivarne l’accessibilità ciclopedonale.

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UN ALBERO PER OGNI NATO Sabato 24 Marzo a Colombaro

Segnaliamo ed invitiamo a partecipare all’iniziativa di piantumazione di alberi organizzata dal Comune di Formigine

Sabato 24 marzo | ore 9.30

Ingresso del percorso Torrente Tiepido 
Via Molinazza – Colombaro

Di seguito il link con i dettagli dell’iniziativa ed i contatti:

https://www.comune.formigine.mo.it/events/un-albero-per-ogni-nato

 

Nuova scuola PRIVATA a Casinalbo: NO AL CONSUMO DI ALTRO SUOLO AGRICOLO !

Il POC adottato dal Comune di Formigine prevede la realizzazione di una nuova scuola privata a Casinalbo in Via Landucci e di relativi parcheggi di servizio in un’area attualmente agricola e libera da costruzioni.

Se da un lato riteniamo positivo il fatto che nel POC non siano state inserite nuove espansioni residenziali o produttive teoricamente consentite dal PSC vigente (che – in ogni caso – continuiamo a ritenere sovrastimato rispetto alle reali necessità), non possiamo non esprimere contrarietà alle scelte che comportano il consumo di altro suolo agricolo che – lo ricordiamo – è un bene limitato, prezioso e non rinnovabile.

Questa previsione comporterebbe, se confermata, la scomparsa e la cementificazione di 7.500 mq di terreno agricolo, che vanno ad aggiungersi ai circa 20.000 mq che saranno sacrificati per la tangenziale sud di prossima realizzazione e alle enormi espansioni residenziali e produttive che il nostro territorio ha subito nei decenni passati.

Riteniamo che – a maggior ragione trattandosi di una struttura privata – il Comune potrebbe e dovrebbe imporre al soggetto proponente di individuare soluzioni che non prevedano consumo di suolo.

Ad esempio, l’Amministrazione potrebbe farsi promotrice di un accordo tra privati che preveda la possibilità di inserire la scuola all’interno del vicino comparto “Ex Maletti” che da anni è fermo a palo.

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

Ferrari a Maranello: meno parcheggi e più mobilità sostenibile !

Apprendiamo della imminente trasformazione a parcheggio per la Ferrari di un’ulteriore area a ridosso della Pedemontana, nella quale alcuni anni fa sono state messe a dimora numerose piante nell’ambito di un progetto di rimboschimento insieme alle scuole e ai volontari.

Esprimiamo la nostra perplessità in merito, in quanto è provato che continuando a seminare parcheggi e strade si raccoglierà solamente altro traffico con le purtroppo ben note conseguenze ambientali e sulla salute delle persone.

Riteniamo che bisognerebbe invece concentrarsi su una forte politica di gestione della mobilità aziendale con l’obiettivo di promuovere e di incentivare (anche economicamente) forme di mobilità alternative come il trasporto pubblico, il car-pooling e la bicicletta.

Chiediamo pertanto che questa decisione venga rivista – coerentemente con gli obiettivi del PUMS in fase di elaborazione – e che le piantumazioni realizzate negli anni scorsi vengano mantenute.

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

ABBATTIMENTO ALBERI SUL TORRENTE TIEPIDO IN COMUNE DI MARANELLO. RICHIESTA DI SOSPENSIONE DEGLI ABBATTIMENTI E DI VERIFICA DELLA REGOLARITÀ DEI LAVORI.

Abbiamo appreso da segnalazioni di cittadini degli interventi di taglio della vegetazione effettuati sul Torrente Tiepido nel territorio comunale di Maranello che – a quanto ci è stato comunicato dal Comune – risulterebbero autorizzati da ARPAE SAC di Modena.

Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione in quanto l’abbattimento di tantissimi alberi comporterà inevitabilmente un forte impatto sulla biodiversità, sul paesaggio e sull’ambiente.

Ci preme ribadire la nostra contrarietà a interventi non selettivi che comportano l’eliminazione pressochè totale della vegetazione ripariale con gravi conseguenze naturalistiche e la modifica radicale del paesaggio.

Riteniamo che sia possibile e indispensabile un maggiore equilibrio tra la sacrosanta esigenza di sicurezza idraulica e la tutela della biodiversità, ricordando che i corsi d’acqua sono fondamentali corridoi ecologici da preservare.

Se per motivazioni di sicurezza idraulica si devono effettuare abbattimenti è indispensabile che questi vengano limitati solamente agli alberi effettivamente pericolosi, che dovrebbero essere preventivamente e puntualmente censiti e identificati dagli enti pubblici.

Abbiamo inviato nei giorni scorsi una lettera ad ARPAE SAC e Comune di Maranello per chiedere la sospensione immediata degli abbattimenti di alberi e la verifica della regolarità dei lavori e del rispetto delle prescrizioni e delle norme a cui sono soggetti.

Abbiamo inoltre chiesto di essere informati – ai sensi delle norme sulla trasparenza e l’accesso alle informazioni in tema di ambiente – sulle autorizzazioni concesse per l’intervento in oggetto, sulle prescrizioni imposte a tutela della biodiversità e per evitare il taglio non indispensabile di alberi e sulle forme di controllo e vigilanza previste.

A prescindere dalle competenze sul rilascio delle autorizzazioni in materia, riteniamo che sia in ogni caso indispensabile prevedere il coinvolgimento dei Comuni territorialmente interessati, in quanto oltre alla sicurezza idraulica è in gioco anche la tutela della biodiversità e del paesaggio, che sono “beni comuni” di tutti i cittadini.

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

ACCORDO URBANISTICO SCUOLE E HOSPICE A SPEZZANO/FIORANO. LE PERPLESSITA’ E LE OSSERVAZIONI DI LEGAMBIENTE: E’ POSSIBILE EVITARE IL CONSUMO DI ALTRO SUOLO AGRICOLO !

Nelle scorse settimane abbiamo presentato formalmente osservazioni all’Accordo urbanistico che prevede la realizzazione di nuove scuole e di un Hospice a Spezzano e l’ampliamento di aree industriali a Fiorano.

Ci preme innanzitutto ribadire la nostra generale perplessità su questo accordo, in quanto prevede nel complesso l’urbanizzazione di oltre 13 ettari di territorio agricolo di qualità e di pregio paesaggistico ambientale, in un contesto comunale e distrettuale segnato dalle enormi cementificazioni industriali e residenziali dei decenni passati. Il tutto “in deroga” agli strumenti di pianificazione territoriale vigenti.

Abbiamo comunque ritenuto importante trasmettere osservazioni che consentirebbero, se accolte, di evitare o almeno di ridurre fortemente il consumo di suolo e l’impatto ambientale.

Area Via Ghiarola. I 7 ettari di territorio agricolo che si prevede di convertire ad industriale potrebbero essere salvati localizzando le nuove previsioni industriali all’interno di altre aree industriali dismesse presenti nel distretto. Riteniamo che sia questa la funzione di pianificazione di “alto profilo” che dovrebbe assumere il soggetto pubblico, anziché limitarsi di fatto a “ratificare” le pur legittime aspettative e proposte dei privati proponenti.

Area zona Motta a Spezzano per l’Hospice. La pianificazione sanitaria prevede un Hospice a servizio della zona “sud” della provincia, che comprende tutti i comuni dalla pedemontana fino all’alto appennino. A livello provinciale si dovrebbe assumere l’obiettivo di individuare rapidamente nel bacino “sud” aree alternative idonee per l’Hospice, con il vincolo di escludere soluzioni che comportino il consumo di suolo agricolo o l’urbanizzazione di nuove aree. Ad esempio si potrebbe ipotizzare la parte collinare del comparto Ex Cisa Cerdisa: una funzione pubblica aiuterebbe il comparto a decollare e la prossimità con l’Ospedale di Sassuolo potrebbe instaurare utili sinergie. Così facendo si salverebbero 1,5 ettari di zona agricola di grande pregio. Non essendo poi necessaria la cessione al pubblico di questa area, si potrebbe evitare anche il previsto ampliamento del limitrofo comparto AN.1f.

Area zona Motta a Spezzano per la nuova scuola. Riteniamo che l’Amministrazione dovrebbe approfondire la fattibilità tecnica di soluzioni alternative, alcune proposte anche da un comitato locale, che consentirebbero il riutilizzo/ampliamento/adeguamento della scuola esistente.

In base alle risposte alle osservazioni presentate potremo “misurare” la reale volontà dell’Amministrazione comunale di tutelare il suolo e il territorio agricolo.

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

TANGENZIALE SUD DI FORMIGINE. RIBADIAMO LE NOSTRE PERPLESSITA’: CHI SEMINA STRADE RACCOGLIERA’ ALTRO TRAFFICO E INQUINAMENTO !

In queste settimane è tornata di attualità la tangenziale sud di Formigine, la nuova strada in progetto per collegare direttamente la zona artigianale di Via Prampolini con lo svincolo di Ponte Fossa sulla superstrada Modena-Sassuolo.

Come Legambiente ribadiamo ancora una volta le nostre perplessità su questa opera, già espresse pubblicamente e formalmente in diverse occasioni negli anni scorsi.

Riteniamo in particolare che il consumo di territorio connesso a questo progetto (nel complesso circa 2 ettari di campagna saranno asfaltati) e l’impatto sul territorio non saranno compensati dai potenziali benefici previsti in termini di viabilità.

Benefici che saranno inoltre ridotti dall’aumento dei km di percorrenza dei veicoli derivante dalla prevista chiusura di Via per Sassuolo per l’accesso alla superstrada.

Riteniamo poi indispensabile ricordare che chi semina nuove strade non potrà in prospettiva che raccogliere solamente altro traffico e inquinamento, con le gravi e accertate conseguenze sulla salute delle persone da esso derivanti.

Continuando a sostenere progetti di tangenziali, nuove autostrade come la Campogalliano Sassuolo e in generale investimenti a favore della mobilità su gomma si favorisce e si incentiva questa forma di mobilità e la ulteriore cementificazione del territorio ad essa connessa.

Tutto questo in un comprensorio ed in una regione con i tassi di motorizzazione (e di inquinamento atmosferico) tra i più alti d’Europa, che avrebbe quindi bisogno di provvedimenti che vanno nella direzione diametralmente opposta: ridurre le quote di mobilità su gomma !

Chiediamo ancora una volta un cambio di visione e di approccio che ponga finalmente – con i fatti e non solo a parole – al centro della programmazione e degli investimenti il trasporto pubblico, la mobilità ciclopedonale e una nuova logistica delle merci incentrata sul ferro e sui “transit-point”

Siamo convinti che i 5,4 milioni di Euro di finanziamenti pubblici previsti per la tangenziale sud potrebbero e dovrebbero, se solo ci fosse la volontà politica, essere dirottati su progetti di mobilità alternativa per i quali le risorse spesso latitano.

Ad esempio, quanti km di ciclabili si potrebbero fare con queste risorse ?

Quanti interventi per ridurre la velocità delle auto nei quartieri creando “zone 30 km/h” per mettere in sicurezza pedoni e ciclisti ?

Quanti interventi per migliorare e potenziare il trasporto pubblico locale, rendendolo più attraente e competitivo ?

Se è accertato che seminando strade si raccolgono traffico, inquinamento e malattie, sarebbe davvero bello scoprire cosa si raccoglie seminando al suo posto altre ciclabili, trasporto pubblico e incentivi alla mobilità alternativa.

 

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

22 APRILE: MOBILITAZIONE NAZIONALE  #SALVAILSUOLO / PEOPLE4SOIL FIRMATE LA PETIZIONE SU WWW.SALVAILSUOLO.IT  !!!

Il 22 Aprile, in occasione della Giornata della Terra, si terrà a livello nazionale la prima giornata di mobilitazione #SalvailSuolo / People4Soil.

Un suolo sano e vivo ci protegge dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici, dalle emergenze alimentari.

Tutelare il suolo è il primo modo di proteggere uomini, piante, animali.

Insieme a Legambiente, oltre 400 associazioni chiedono all’UE norme specifiche per tutelare il suolo, bene essenziale alla vita come l’acqua e come l’aria.

La petizione chiede che il suolo venga riconosciuto come un patrimonio comune che necessita di protezione a livello europeo, in quanto garantisce la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici.

Chiede un quadro legislativo che tuteli i suoli europei dall’eccessiva cementificazione, dalla contaminazione, dall’erosione, dalla perdita di materia organica e dalla perdita di biodiversità.

Ogni anno in Europa spariscono sotto il cemento 1.000 kmq di suolo fertile, un’area estesa come l’intera città di Roma.

Anche a livello del nostro comprensorio, nonostante il boom edilizio dei decenni passati, si continuano a sostenere scelte urbanistiche e grandi opere stradali che – se attuate – faranno sparire sotto asfalto e cemento ulteriori enormi quantità di suolo fertile ed aree naturali.

Ci riferiamo, ad esempio, alla bretella autostradale Campogalliano Sassuolo, opera tanto inutile (è un doppione della superstrada Modena Sassuolo esistente) quanto devastante per il territorio e l’asta fluviale del Secchia.

Invitiamo tutti i cittadini sensibili al tema ambientale a firmare la petizione europea online disponibile su www.salvailsuolo.it e a diffondere il messaggio ai propri contatti.

RICHIESTA DI TUTELA ALBERI E AREA VERDE A MARANELLO (tra via Abetone Inferiore, via A.D. Ferrari, via Fornace e via G. Verga)

Questa è la richiesta che abbiamo trasmesso al Comune di Maranello il 25 Marzo 2017.           

 La scrivente Associazione, iscritta all’Albo Comunale delle Associazioni

VISTI

I comunicati stampa dell’Amministrazione in merito agli interventi previsti nell’area in oggetto e al nuovo “Parco dello Sport” di Lunedì 22 agosto 2016, Sabato 15 ottobre 2016 e Mercoledì 22 marzo 2017;

CONSIDERATE

Le trasformazioni edilizie consentite nell’area dagli strumenti di pianificazione territoriale vigenti e il conseguente impatto urbanistico;

CHIEDE

  • La salvaguardia degli alberi ad alto fusto e delle altre essenze di pregio presenti nell’area (es. Quercia secolare in via Fornace, Siepe storicamente originaria in via Abetone Inferiore);
  • La conservazione e tutela dell’area verde che costeggia via Abetone Inferiore, che oltre ad essere di servizio all’Istituto tecnico A.Ferrari, è da considerarsi bene culturale in quanto residuo della preesistente piantata modenese tipicità unica del territorio;
  • Che su tali spazi verdi vengano esclusi interventi di impermeabilizzazione del suolo e la realizzazione di parcheggi;
  • L’adozione di prescrizioni e provvedimenti finalizzati a garantire le tutele sopra proposte, rendendo in questo modo compatibili le trasformazioni/ristrutturazioni previste con la conservazione degli spazi verdi e delle alberature esistenti nell’area;
  • Che gli edifici previsti nella nuova zona sportiva vengano progettati/realizzati con tecniche costruttive e impiantistiche tali da raggiungere i migliori risultati tecnicamente possibili in materia di consumi energetici (edifici a “consumo quasi zero”, come indicato dalle norme europee per i prossimi anni) e utilizzando fonti rinnovabili per la produzione di energia e acqua calda.

 

INQUINAMENTO ATMOSFERICO: CI SIAMO ROTTI I POLMONI !

Come ogni inverno il nostro comprensorio, come il resto della pianura padana, è spesso ostaggio della “emergenza smog” con ripetuti sforamenti dei limiti di polveri sottili e altri inquinanti che – è bene ricordarlo – provocano seri danni alla salute e migliaia di morti premature ogni anno.

Se da un lato sono necessari provvedimenti seri ed urgenti a livello nazionale/regionale per affrontare il problema, è però evidente che un contributo determinante può e deve arrivare anche a livello locale.

I comuni del distretto stanno elaborando in questi mesi il “Piano Urbano Mobilità Sostenibile” (PUMS) e come Legambiente riteniamo che questa sia una irrinunciabile occasione per cambiare finalmente approccio ai problemi della mobilità e ai relativi impatti ambientali e sulla salute.

Anche a livello locale l’automobile e il trasporto su gomma occupano infatti un ruolo centrale nella programmazione e negli investimenti, relegando il trasporto pubblico e la mobilità ciclopedonale ad un ruolo marginale e subalterno.

Chiediamo ancora una volta agli enti locali un cambio di visione e di approccio che ponga finalmente – con i fatti e non solo a parole – al centro della programmazione e degli investimenti il trasporto pubblico, la mobilità ciclopedonale e una nuova logistica delle merci incentrata sul ferro.

Chiediamo in particolare che nel PUMS vengano inseriti obiettivi ambiziosi – che siano quantificabili e verificabili – relativamente a:

  • Riduzione di almeno il 20% della quota di mobilità dell’automobile e contestuale spostamento su trasporto pubblico e mobilità ciclopedonale, coerentemente con gli obiettivi del PAIR2020 recentemente approvato dalla Giunta Regionale;
  • Spostamento di quote significative di trasporto merci dalla gomma alla ferrovia e riorganizzazione della logistica al fine di ridurre/accorpare gli spostamenti interni al comprensorio;
  • Abbandono definitivo dei progetti che contrastano palesemente con tali obiettivi, in primis l’inutile e devastante bretella autostradale Campogalliano Sassuolo;
  • Porre finalmente al centro degli investimenti il rilancio e il potenziamento del trasporto pubblico, interventi per la riduzione della velocità nei quartieri (zone 30 km/h), il potenziamento e miglioramento della rete ciclopedonale, l’istituzione di zone pedonali e/o di parcheggi a pagamento nei centri storici, provvedimenti per il miglioramento della qualità dell’aria e della salute dei cittadini.

Ribadiamo che è indispensabile la massima coerenza tra il “dire” (obiettivi e programmi) e il “fare” (provvedimenti e investimenti): se si vuole davvero ridurre la mobilità su gomma e l’inquinamento bisogna in primo luogo abbandonare ed evitare le “grandi opere stradali” che la agevolano e incentivano (bretella autostradale, tangenziali, bypass, nuovi parcheggi) e dirottare le risorse in progetti finalizzati a rendere più sicura e attraente la mobilità alternativa.

Ora come non mai è utile ricordare che “chi semina strade, raccoglierà traffico (e inquinamento)”.